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Nel quarto trimestre il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua. Sull’intero 2015, la crescita del Pil si attesta sullo 0,6%, mentre la variazione annua del Pil calcolata sui dati trimestrali grezzi è pari a +0,7%. Nel 2015 il Pil torna dunque al segno positivo dopo tre anni consecutivi in negativo (-2,8% nel 2012; -1,7% nel 2013; -0,4% nel 2014): si tratta del dato migliore dal 2011 quando si era registrata una crescita pari allo 0,6 per cento. Tuttavia l’andamento dello scorso anno mostra una tendenza decrescente: il Pil infatti è cresciuto dello 0,4% nel primo trimestre 2015, dello 0,3% nel secondo, dello 0,2% nel terzo e dello 0,1% nel quarto.Il dato dell’intero anno – +0,6% – è inferiore alle stime del Governo, che indicavano un +0,8%.

Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), piu’ che compensato dall’apporto positivo della componente estera netta. Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,2% negli Stati Uniti e in Francia e dello 0,5% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento dell’1,9% nel Regno Unito, dell’1,8% negli Stati Uniti e dell’1,3% in Francia.

La sostanziale frenata della crescita italiana nella parte finale del 2015 delude le attese di molti, ma le reazioni si dividono tra quanti registrano comunque la “ripartenza” della nostra economia, soprattutto nella file dei dem, e chi coglie lo spunto per rimarcare il ritardo dell’Italia e il fallimento delle previsioni del premier e del governo.

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