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Riunire o distanziare le scadenze fiscali delle imprese? L’interrogativo, che torna periodicamente di attualità, trova risposte differenziate nei professionisti, tra quelli a favore di un mega tax day che liberi la restante parte dell’anno da formalità e scadenze, e coloro che invece vorrebbero una diluizione di dichiarazioni, comunicazioni e versamenti durante tutto l’esercizio, senza più alcuna concentrazione a giugno o a settembre.

Al di là delle aspettative e delle preferenze di ognuno, il vero tema su cui discutere e lavorare è però quello della riduzione degli adempimenti inutili e dello sfoltimento del numero di comunicazioni al fisco, spesso difficili da compilare e con dubbi applicativi degni di miglior causa.
Se è certo infatti che far coincidere le date di versamenti relativi ad imposte che nulla hanno a che vedere l’una con l’altra, e che dunque derivano da analisi e calcoli diversi ed autonomi, obbliga ad un inutile superlavoro che è fonte di errori, è altrettanto certo che anche uno stillicidio di formalità durante l’intero esercizio genera fastidi e spreco di tempo di cui si farebbe volentieri a meno.

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