A partire dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dovranno essere effettuate in modalità esclusivamente telematiche, tramite una semplice procedura online accessibile dal sito Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Qualora non sia possibile rispettare il nuovo iter si apriranno due possibilità per il datore di lavoro:

  • restare in una condizione di “incertezza giuridica” e sostenere l’onere probatorio in giudizio sulle cause della fine del rapporto di lavoro;
  • avviare il procedimento disciplinare per il licenziamento, con conseguente versamento del relativo ticket.

Il Ministero del Lavoro, con la nota 24.03.2016, prot. n. 1765, ha precisato che il lavoratore che intenda dimettersi dal proprio posto di lavoro potrà rivolgersi anche alla direzione territoriale del lavoro dove un funzionario incaricato lo assisterà nella compilazione e successiva trasmissione del modulo di dimissioni telematiche, per evitare errori. Infatti, è possibile procedere personalmente alla compilazione, oppure per mezzo di soggetti abilitati che sono patronati, organizzazioni sindacali, commissioni di certificazione ed enti bilaterali. Se si intende compilarlo personalmente senza l’assistenza dei soggetti abilitati, è necessario avere il PIN dispositivo dell’INPS; se ancora non si è in suo possesso, è possibile richiederlo collegandosi al portale dell’Istituto o recandosi presso una delle sue sedi territoriali.

Per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 si recupereranno automaticamente i dati relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente; mentre, per i rapporti instaurati prima del 2008, si dovranno indicare alcuni dati del datore di lavoro, in particolare il codice fiscale, il comune della sede di lavoro e l’indirizzo email o PEC. Si passerà, poi, a selezionare la tipologia di comunicazione (dimissioni volontarie, risoluzione consensuale o revoca) con la data di trasmissione (marca temporale).

Una volta compilato, il modulo in formato PDF viene inviato al datore di lavoro ed alla Direzione Territoriale competente; al fine di permettere una corretta notifica al centro per l’impiego del datore di lavoro, il lavoratore dovrebbe comunicare l’esatta causale che ha portato alle dimissioni poiché il nuovo modello per le dimissioni volontarie telematiche permette solamente la scelta tra dimissioni e risoluzione consensuale, senza altre alternative, come potrebbe essere la “giusta causa”, che consentirebbero al lavoratore di percepire la NASpI.

Il Ministero del Lavoro ha provveduto all’aggiornamento delle Faq relative alla trasmissione telematica delle dimissioni precisando, tra l’altro, che la data che fa fede ai fini della cessazione del rapporto di lavoro è quella indicata nella comunicazione inviata al Centro per l’Impiego.

Tale data potrebbe, peraltro, non coincidere con quanto indicato nel modulo telematico di dimissioni: il disallineamento potrebbe verificarsi qualora non si sia lavorato tutto il periodo di preavviso, se lo stesso è stato calcolato erroneamente oppure in caso di malattia.

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