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Ormai da diversi anni la difficoltà di accesso al credito continuano a turbare il sonno delle imprese italiane.  Grazie alle iniezioni di liquidità nella forma di Quantitative Easing di cui si sono fatti carico alcuni organismi internazionali come la Banca Centrale Europea, che si protrarranno nei prossimi mesi, si spera che la situazione possa migliorare. Tuttavia, nell’immediato, per uscire da questo “blocco” le imprese devono guardare a strumenti alternativi che, anche se poco noti, possono permettere di reperire liquidità.

Uno strumento che potrebbe agevolare le imprese, soprattutto le nuove iniziative ad elevato dinamismo imprenditoriale, è il microcredito, cui avevamo dedicato un precedente articolo: http://www.studiogiallo.eu/microcredito-unopportunita-in-piu-per-le-piccole-imprese-da-poco-avviate/. Si tratta di una buona soluzione, sebbene abbia ancora modesta diffusione nel territorio Italiano, che in paesi esteri, grazie a piattaforme di crowdfunding come Kickstarter o Indiegogo ha un notevole successo.

Tra gli altri strumenti più utilizzati negli ultimi mesi figurano i mini-bond, obbligazioni di piccolo taglio che possono essere emesse mediante piattaforme digitali indipendenti dal sistema bancario, in grado di fungere da punto di incontro tra Pmi e investitori istituzionali.

Nel corso del 2014, inoltre, si è verificata una notevole crescita del factoring, la cessione di crediti a società specializzate al fine di liberare liquidità. Il ricorso a questo strumento non è solo visto come via alternativa per ottenere credito, ma è segno della possibilità utilità di questo strumento anche in momenti di normale operatività aziendale.

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