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Il Canton Ticino ha dato un nuovo duro segnale di insofferenza, nei confronti degli immigrati, segnatamente dei frontalieri italiani, approvando, oggi, l’articolo costituzionale “Prima I nostri”, che invita a privilegiare, nelle assunzioni, la manodopera indigena. Una proposta dell’Udc, il partito di destra che è il più votato, a livello svizzero. Il cui presidente ticinese, Piero Marchesi, commentando il 58% di sì con cui l’elettorato l’ha accolta, ha affermato che “ora è chiaro che gli interessi del Ticino devono prevalere su quelli dell’Unione Europea”.

Il che significa, in soldoni, un bel no alla libera circolazione delle persone, peraltro già bocciata, dalla maggioranza degli svizzeri, il 9 febbraio di due anni fa ma, finora, rimasta inattuata, per la difficoltà di rinegoziare un accordo con Bruxelles. Il che, verosimilmente, succederà, pure, con l’articolo costituzionale “Prima I nostri”. Anche perché, dopo Brexit, l’Ue ha messo, ulteriormente in lista d’attesa, il dossier elvetico.

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