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Sono state 817mila le dichiarazioni sostitutive arrivate all’agenzia delle Entrate da parte di contribuenti che si autodichiarano esentati dal pagamento del canone Rai. A fornire i primi dati sull’operazione “canone in bolletta” è stata, ieri, il direttore dell’agenzia Rossella Orlandi. Nel corso di un’audizione alla Camera sull’anagrafe tributaria il direttore delle Entrate ha specificato che delle 817mila dichiarazioni, 220mila sono state trasmesse per via telematica.
I tempi stretti imposti dal decreto ministeriale hanno costretto le Entrate a fare «i salti mortali», come sottolinea Orlandi. «Abbiamo accettato anche le dichiarazioni arrivate nei giorni immediatamente successivi. Abbiamo cercato di prendere proprio tutti i dati, anche quelli arrivati prima della pubblicazione del provvedimento dell’agenzia delle Entrate con formati non idonei li abbiamo comunque accettati», spiega il direttore dell’Agenzia.
La dichiarazione di esenzione è ammessa in due casi: se non si possiede un televisore (Quadro A) o se i componenti di un nucleo familiare sono titolari di più contratti elettrici (Quadro B). In quest’ultimo caso, infatti, bisogna comunicare alle Entrate su quale delle bollette devono essere addebitate le rate del canone, visto che la legge di Stabilità 2016 ha previsto che ogni famiglia deve pagare un solo canone anche se possiede più abitazioni.

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