A distanza di circa quindici anni dalla scadenza originariamente prevista dalla legge n. 289/2002 (16 marzo 2003), cominciano ad arrivare i primi segnali di apertura per una nuova possibilità per i contribuenti di definire i propri rapporti tributari per tutte le annualità ancora soggette ad accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria.

È stato il Sottosegretario al MEF, Massimo Bitonci, a dare notizia che la pace fiscale “sarà la più ampia possibile e molto simile a quella del 2002”. E, a precisa domanda che gli rammentava che con la legge n. 289/2002 venne approvato anche un condono tombale, l’ex Sindaco di Padova, per il quale nessun dubbio può nutrirsi non solo sulla sua consapevolezza politica, ma anche su quella tecnica (di professione è commercialista, n.d.A.), ha affermato che “ci saranno probabilmente tre aliquote”, confermando, quindi, implicitamente che il provvedimento in cantiere è al varo con le sembianze di un condono tendenzialmente tombale, senza ipotesi di perfezionamento a forfait (come accadde nella precedente tornata per i congrui e coerenti agli studi di settore), ma pur sempre con previsioni normative inibitrici delle attività istruttorie di accesso, ispezione e verifica dell’accertamento da parte del Fisco.

Concordato per gli anni pregressi (art. 7 della legge n. 289/2002), integrativa semplice (art. 8) e condono tombale (art. 9): furono queste le sanatorie più gettonate con il condono del governo Berlusconi.

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