Una questione collaterale dell’emergenza sanitaria da Coronavirus ha riguardato i frontalieri.

In base all’accordo del 1974 fra Italia e Svizzera, sono considerati frontalieri coloro che si recano quotidianamente fuori dal confine nazionale per prestare il proprio lavoro come dipendenti, ed alla sera fanno ritorno nel loro Paese di residenza.

Il Covid-19 ha precluso a molti la possibilità di recarsi tutti i giorni sul luogo di lavoro. Alcuni sono stati messi in cassa integrazione, a molti è stato fortemente consigliato di lavorare da casa in homeworking, un piccola parte (si pensi al personale sanitario, impiegato negli ospedali ticinesi) ha dovuto permanere fuori dall’Italia per periodi di tempo di diversi giorni.

A molti è venuto quindi il dubbio che, proprio per la modalità di lavoro non usuali, potesse essere disconosciuto lo stato di frontaliere.

Fino ad oggi la situazione non era stata ancora regolata. C’era però un documento OCSE redatto durante l’emergenza che suggerisce a tutti i membri aderenti (quindi anche Svizzera ed Italia) di non modificare la regolare inerenti la tassazione di soggetti che svolgono l’attività lavorativa all’estero.

Il periodo di tempo caratterizzato dall’emergenza, non avrebbe dovuto influire sulle regole ordinarie.

Recentemente, Svizzera e Francia, hanno siglato un accordo amichevole che afferma che i frontalieri dei rispettivi paesi non subiranno modifiche alla tassazione pur lavorando in homeworking. https://www.sif.admin.ch/sif/fr/home/dokumentation/fokus/covid.html

E’ di oggi la pubblicazione dell’intesa fra Italia e Svizzera sull’argomento.

Conformandosi a quanto stabilito dalla linee guide OCSE e sulla falsariga dell’accordo francese, l’accordo prevede che, comunque, a prescindere dalle modalità di lavoro, permane lo stato di frontaliere per tutti i lavoratori che avevano tale stato prima della pandemia, indipendentemente dalle modalità di lavoro adottate in questi msi.

L’accordo è retroattivo, vale cioè dal 24 febbraio scorso e fino al 30 giugno. Sarà tacitamente prorogato di mese in mese finché entrambi gli stati, Svizzera ed Italia, non rimuoveranno tutte le limitazioni introdotte per la gestione della pandemia.

Potete leggere il testo integrale qui: Accordo ITA-CH

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