Cristiano Ronaldo è arrivato a Torino: è questa la notizia del giorno, ma la vicenda dell’acquisto di CR7 da parte della Juventus sta tenendo banco da qualche tempo, perché l’arrivo del talento portoghese in bianconero è il colpo del mercato calcistico più importante di sempre. L’arrivo del campione, peraltro, ha diviso fortemente l’opinione pubblica, stante lo stipendio che egli percepirà (circa 31 milioni di euro) e per i 112 milioni di euro che la Juventus dovrà corrispondere al Real Madrid.

A noi però interessa parlare dell’operazione sotto il profilo fiscale. Ronaldo, infatti, potrebbe esercitare l’opzione per un’imposta sostitutiva, ex art. 24-bis TUIR, al fine di pagare un’imposta a forfait che, per la notorietà di colui che l’ha resa celebre, da oggi appare ribattezzabile anche come “Ronaldo-Tax”.

Più tecnicamente, essa è una misura c.d. “residents non domiciled”, assai diffusa anche in altre legislazioni, basata sulla possibilità di optare per l’applicazione sui redditi di fonte estera di un’imposta sostitutiva fissa pari a 100.000 euro, in luogo dell’ordinario regime IRPEF. Le aliquote progressive, invece, rimangono applicabili ai soli redditi prodotti in Italia.

Non appena l’opzione agevolativa sarà esercitabile i vantaggi saranno davvero notevoli, anche perché alla consistente misura di risparmio fiscale IRPEF già segnalata si affiancheranno anche altri non trascurabili benefici consistenti nella totale esenzione dall’imposta sul valore degli immobili all’estero (IVIE), dall’imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero (IVAFE), dagli obblighi relativi al monitoraggio fiscale e, da ultimo, anche dalle imposte di successione e donazione in relazione ai beni collocati all’estero.

 

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