Cominciano a delinearsi i primi contenuti del prossimo decreto Sostegno. Sostegno è il nome che sostituirà la parola Ristori.

Sostegni a tutte le partite Iva, senza riferimento ai codici ateco, fino a 150 mila euro, di contributi a fondo perduto,  per le perdite su base annuale 2020 su 2019.

Le aziende e i professionisti dovranno certificare di aver perso il 33% del fatturato rispetto agli anni precedenti. I nuovi indennizzi, a cui il governo sta lavorando in questi giorni, si applicheranno alle realtà fino a 5 mln di euro di fatturato. Le indicazioni arriveranno nel nuovo decreto Ristori 5, che nell’era Draghi, cambia nome in decreto Sostegno. Le misure sono in corso di ultimazione presso il ministero dell’economia e potranno vedere l’approvazione questa settimana.

Nel decreto Sostegno troverà spazio infatti una nuova pace fiscale (si veda ItaliaOggi del 27/2/21) con la possibilità di saldo e stralcio per le cartelle fino a 5000 euro e la rateizzazione fino a 2 anni senza interessi e sanzioni per le cartelle oltre l’importo dei 5000 euro.

Tornando ai sostegni saranno a fondo perduto e saranno ancora una volta gestiti dall’Agenzia delle entrate che, nel corso del 2020, ha inviato bonifici per oltre 10 mld alle aziende danneggiate dalle chiusure per le misure di contenimento della pandemia. Gli indennizzi questa volta supereranno la logica dei codici Ateco che nelle precedenti norme hanno penalizzato settori produttivi di filiera apparentemente non danneggiate dalle chiusure e che, al contrario, hanno subito cali altrettanto consistenti dei fatturati. Nel decreto Sostegno saranno previsti anche indennizzi ad hoc per il settore del turismo invernale e sciistico.

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