Novità Vol. 2: Nuovo regime forfettario

Novità Vol. 2: Nuovo regime forfettario

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Aggiornamento al 18/01/2016

La legge di Stabilità 2016 (la n. 208/2015) inserisce varie modifiche nella disciplina fiscale del regime forfettario introdotto dalla legge 190/14. Inoltre in questo scenario va chiarito quale sia la posizione dei contribuenti che hanno aderito al regime di vantaggio nel 2015, o in anni precedenti.

Le condizioni di accesso

I forfettari che hanno adottato il regime nel 2015 iniziando una nuova attività hanno potuto fruire di una ulteriore agevolazione consistente nell’abbattimento del reddito di un terzo (questo regime era previsto per tre anni a partire dal 2015).

L’abbattimento dell’imposta sostitutiva

Proprio su questo punto abbiamo la novità più rilevante apportata dalla legge 208: l’abbattimento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva al 5 per cento. Tale percentuale potrà essere applicata per 5 anni per chi inizia una nuova attività dal 2016 ( a prescindere dall’età anagrafica) mentre per chi ha iniziato l’attività nel 2015, a partire dal 2016 si potrà applicare la nuova aliquota del 5% per i 4 anni residui, quindi fino al 2019. Resta ferma la determinazione forfettaria del reddito tramite percentuali di redditività che non sono mutate tra 2015 e 2016.

L’incremento delle soglie

Altra novità significativa per i forfettari è l’innalzamento della soglia di ricavi e compensi incassati al fine di rispettare il requisito di applicazione del regime agevolato. Rispetto agli importi dello scorso anno vi è un incremento di 1 0mila euro per tutte le categorie, fatta eccezione per i professionisti, per i quali l’incremento è di 15mila euro.

Le nuove soglie sono applicabili, a nostro parere, anche nel caso di superamento della vecchia soglia nel 2015, per restare nel regime anche nel 2016: ad esempio, un professionista forfettario che nel 2015 ha incassato 20mila euro dovrebbe poter applicare il regime anche nel 2016, atteso l’innalzamento della soglia a 30mila euro.

Il regime di vantaggio fino a scadenza

Chi inizia quest’anno l’attività non potrà più aderire al regime di vantaggio (minimi), ma solo scegliere tra il regime ordinario e quello forfettario applicando le aliquote del 15% o del 5% a seconda che si tratta di una nuova attività ovvero di una prosecuzione di quella svolta prima sotto altro titolo.

AGGIORNAMENTO AL 21/11/2014

Il nuovo regime fiscale agevolato per autonomi, così chiamato nell’art. 9 della legge di Stabilità 2015 entrerà in vigore dal 1.01.2015 e cancellerà i vecchi regimi fiscali agevolati, fatta salva la possibilità per i soggetti che vi rientrano di mantenere il vecchio regime fino alla sua naturale scadenza (3 anni per le nuove iniziative e 5 anni o fino a 35 anni per i nuovi minimi).

Quali sono le caratteristiche principali di questo nuovo regime forfettario?

Di seguito una tabella riepilogativa che mette a confronto il nuovo regime con l’attuale dei minimi.

 

a 

Nuovo regime forfettario

  Vecchio Regime dei minimi 

 

Requisiti economici per accedere al regime.

  • volume d’affari non superiore a specifiche cifre variabili in base al tipo di attività, importi che vanno dai 15.000 ai 40.000 euro;
  • spese per il personale non superiori a 5.000 euro;
  • valore dei beni strumentali al 31.12.2014 non superiore a 20.000 euro.
  • volume d’affari non superiore a 30.000 euro;
  • non effettuazione di esportazioni;
  • assenza di dipendenti o collaboratori;
  • acquisti di beni strumentali non superiori a € 15.000,00 negli ultimi 3 anni.

 

Calcolo dell’imposta sostitutiva.

Applicazione secca del15% al reddito imponibile calcolato come segue:

1. ricavi o compensi

 

(moltiplicati per)

2. coefficiente di redditività, variabile in base al tipo di attività dal 40% all’86%

(meno)

2.bis un terzo della somma precedente per le imprese o i professionisti nei primi 3 anni di attività

(meno)

3. contributi previdenziali versati

REDDITO TOTALE 

Applicazione secca del 5% al reddito imponibile calcolato come segue:

1. ricavi o compensi

(meno)

2. costi o spese

(meno)

3. contributi previdenziali versati

REDDITO TOTALE 

 

Vantaggi ed Agevolazioni  

Tra i vantaggi del nuovo regime si annoverano l’esonero dal versamento dell’Iva (fatta comunque salva la numerazione e conservazione delle fatture d’acquisto, certificazioni dei corrispettivi ecc.) e la correlata impossibilità di detrarsi l’Iva sugli acquisti, l’esonero dall’applicazione della ritenuta d’acconto e dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, l’esclusione dagli studi di settore, le nuove agevolazioni contributive. Riguardo a queste ultime si specifica che viene introdotto l’esonero dal versamento dei contributi fissi Inps (per commercianti e artigiani) mantenendo soltanto il versamento dei contributi “variabili” discendenti dalla dichiarazione dei redditi. Altra rilevante novità di questo regime è la determinazione del reddito imponibile al fine dell’applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% che, a differenza del regime dei minimi che prevedeva l’applicazione dell’imposta del 5% sulla differenza tra ricavi e costi d’esercizio, si determina applicando un coefficiente ai ricavi/compensi percepiti.

Per esempio un professionista che abbia percepito 13.000 euro avrà come reddito imponibile: 13.000 x 78% = 10.140, al quale si applica quindi l’imposta del 15%, per un totale di 1.521 euro. Tuttavia se il professionista è al suo primo anno di attività (e per i due successivi) ha una riduzione del coefficiente di 1/3, il quale quindi scenderebbe al 52% per un totale di imposta pari a 1.014 euro.

Oltre alla tassazione ridotta mediante l’applicazione di un’imposta molto bassa, sostitutiva di Irpef e addizionali, ci sono altri indubbi vantaggi come la possibilità di non pagare IVA e IRAP.

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