Incentivi alle imprese

startupE’ di fondamentale importanza per le imprese avere un flusso costante di investimenti, in modo da rinnovare se stesse e rilanciare continuamente la propria attività.

Gli ultimi 6 anni hanno visto un depauperamento complessivo della società italiana i cui effetti si sono riverberati anche nelle disponibilità economiche delle imprese.

Le difficoltà finanziaria verso cui le stragrande maggioranza degli operatori è andata incontro ha comportato una riduzione sensibile degli investimenti.

La situazione appare quindi avviluppata in un circolo vizioso: spesso la possibilità di investire e rilanciarsi darebbe all’impresa l’opportunità di uscire da una situazione contingente di crisi, ma l’azienda non riesce a reperire le risorse per uscire dall’impasse. Giocoforza, in assenza di nuovi orizzonti commerciali, la situazione economica tende ad aggravarsi ulteriormente.

Per ovviare parzialmente alla situazione, un’opportunità proviene dagli incentivi economici erogati a diverso titolo da diverse istituzioni. L’insieme dei contributi di cui un’azienda può beneficiare è molto ampio, ed alcuni di questi hanno poi carattere localistico, rendendo di fatto impossibile darne un rendiconto esaustivo visto che dipendono da provincia a provincia.

Il concetto è ancora più valido per le imprese appena avviate e di modeste dimensioni che non hanno ancora la capacità di reperire sul mercato le fonti di finanziamento adatte a sviluppare le proprie attività

Qui si prendono in esame tre possibilità relativamente recenti che dovrebbero essere indirizzare ad una platea piuttosto ampia di imprese.

E’ bene non confondere però l’incentivo in sé con l’idea imprenditoriale alla sua base. Infatti, in assenza della seconda, decade anche qualsiasi tipo di reale beneficio derivante dall’incentivo. Un contributo, in assenza di un progetto a cui possa essere applicato, è al più un metodo per posticipare una situazione di crisi.

Bonus Investimenti

 Il D.L. 91/2014 ha introdotto un credito d’imposta del 15% calcolato sul costo dei beni strumentali nuovi (voce 28 della Tabella Ateco) acquistati, anche mediante leasing, tra il 25.06.2014 e il 30.06.2015 per l’importo eccedente la media degli investimenti dei 5 esercizi precedenti. 

 Il credito d’imposta si utilizza in compensazione nel modello F24 in 3 rate uguali a partire dal secondo esercizio successivo a quello di realizzazione dell’investimento, senza limiti di importo. 

 Le società che si costituiscono tra il 25.06.2014 e il 30.06.2015 possono accedere al bonus, calcolando il credito d’imposta su tutto l’importo degli investimenti realizzati nel periodo agevolato. Il costo netto dell’investimento è, pertanto, pari all’85% del prezzo pagato. 

L’art. 18 del D.L. 91/2014 ha intro­dotto un incentivo fiscale per la re­alizzazione di investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella di­visione 28 della Tabella Ateco 2007, tranne quelli aventi valore unitario inferiore a 10.000 euro.

L’agevolazione spetta limitatamente agli acquisti effettuati nel periodo compreso tra il 25.06.2014 e il 30.06.2015 e si esten­de alle imprese che si costituiscono dopo l’entrata in vigore della norma.

Il meccanismo dell’incentivo rende particolarmente conveniente l’inve­stimento da parte di nuove imprese. Esso è costituito da un credito di im­posta del 15% applicato al costo dei beni strumentali del periodo agevo­lato per la parte che eccede la media dei cinque esercizi precedenti. Le PMI, infatti, sono in grado di de­tassare l’intero costo sostenuto, mas­simizzando il beneficio.

Si consideri, ad esempio, una Srl costituita negli ultimi mesi del 2014 che, nel primo semestre del prossimo anno, realizze­rà acquisti di macchinari compresi della tabella Ateco 28, con un costo pari a € 1.000.000,00.

Non avendo media precedente da superare, la Srl usufruirà del bonus su tutto l’investimento, ottenendo un credito di imposta pari a 150.000 euro. L’incentivo, che non concorre a for­mare il reddito dell’impresa, ed è dunque già netto da ulteriori one­ri fiscali, potrà essere utilizzato per compensare debiti tributari o contri­butivi nel modello F24, in tre rate an­nuali partendo dal 1.01 del secondo anno successivo a quello dell’investi­mento.

Nel nostro esempio, la Srl scalerà 50.000 euro nel 2017, 50.000 nel 2018 e ulteriori 50.000 nel 2019.

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 Nuova Sabatini 

 Il D.L. 69/2013 prevede la concessione di contributi in conto interessi per i finanziamenti assunti dalle Pmi che realizzano investimenti in: beni strumentali;  attrezzature nuove di fabbrica a uso produttivo; – investimenti in hardware, software e tecnologie digitali.

Con le risorse messe a disposizione, le banche potranno concedere alle piccole e medie imprese, fino al 31.12.2016, finanziamenti di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro; è previsto un contributo del Ministero dello Sviluppo Economico che copre parte degli interessi; è, infine, possibile beneficiare della garanzia del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

 Possono usufruire dell’agevolazione le imprese classificate di dimensione micro, piccola e media secondo i criteri indicati dalla raccomandazione 2003/361/Ce e nell’allegato 1 al regolamento Cber, che siano regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese alla data di presentazione della domanda.

 

Le Pmi, comprese quelle costituite in questi mesi, possono infine accedere ai finanziamenti agevolati della Nuo­va Sabatini prevista dal D.L. 69/2013 e dal D.M. 27.11.2013. La norma prevede, nei limiti della disponibili­tà di fondi pubblici, un contributo in conto interessi e l’accesso al fondo di garanzia.

Novità introdotte a partire dal 01.01.2015 

Recentemente il MISE ha emanato la Circolare 24.12.2014, n. 71299 con l’intento di adeguare le disposizioni operative che regolano la concessione dell’agevolazione ai Regolamenti comunitari c.d. “di esenzione” n. 651/2014 (nuovo “GBER”) e n. 702/2014. In particolare il MISE ha aggiornato, con “ulteriori disposizioni necessarie per la migliore attuazione degli interventi”, i precedenti chiarimenti forniti con la Circolare 10.2.2014, n. 4567.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito alcune risposte in merito all’agevolazione Sabatini-bis.

  • In particolare ha chiarito che gli investimenti dovranno essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di accesso al finanziamento e al contributo.
  • L’acquisto di terreni e i lavori preparatori, quali la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di fattibilità non sono considerati come avvio dei lavori.
  • L’erogazione del contributo, che può essere chiesta in qualsiasi momento purché sia stato ultimato l’investimento e ne sia data comunicazione, avverrà annualmente in 6 quote in base a un piano indicato nel decreto di concessione.
  • E’ stato aggiornato il modulo di domanda per l’accesso alle agevolazioni legate alla Sabatini-bis per l’acquisto di macchinari e beni strumentali all’impresa.
  • Tra le novità introdotte figura infine la possibilità di ammissione alle agevolazioni anche per le Pmi estere aventi sede in uno Stato dell’Unione Europea e prive di sede operativa in Italia, purché effettuino investimenti nel territorio nazionale.

 Nuovo Sostegno all’Imprenditorialità 

È in fase di definizione un decreto attuativo dei Ministeri dello Svilup­po Economico e dell’Economia con­tenente le regole per l’accesso alle nuove agevolazioni all’autoimpren­ditorialità, con particolare riguardo a giovani e donne. In particolare, i soggetti interessati dall’agevolazione saranno i seguenti:

  • imprese in forma societaria la cui compagine sia corrisposta, per ol­tre la metà, da soggetti di età com­presa tra i 18 ed i 35 anni di età, ovvero donne;
  • costituite da non più di 6 mesi dalla data di presentazione della doman­da;
  • che abbiano la dimensione di micro o piccola impresa, cioè un massimo di 15 dipendenti.
Nello specifico, la citata agevolazione non prevederà la concessione di contributi a fondo perduto, ma la concessione di mu­tui agevolati a tasso zero, per investimenti fino a 1,5 milioni di euro per ogni singola impresa.

Si segnale infine l’opportunità del Microcredito alle piccole imprese da poco avviate come segnalato in quest’articolo: http://www.studiogiallo.eu/microcredito-unopportunita-in-piu-per-le-piccole-imprese-da-poco-avviate/

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