I capitali si muovono nuovamente all’estero

Finanza, Fisco

Una conseguenza dell’epidemia da Covid-19 è la seguente: molti capitali si stanno spostando dall’Italia all’Estero.

Con l’arrivo di dati aggiornati a marzo 2020 comincia a delinearsi un quadro più chiaro di quello che è accaduto a livello finanziario nel mese horribilis in cui l’economia italiana ha subìto una battuta d’arresto senza precedenti storici.

In particolare, ha colpito molto l’attenzione pubblica il dato del saldo debitorio Target2 (T2) di Banca d’Italia: -492 miliardi di €, record negativo assoluto accompagnato dal peggioramento più repentino mai registrato: -107 miliardi in un solo mese.

T2 è il sistema di pagamenti interbancari transfrontalieri dell’Eurozona. Il saldo netto T2 misura il debito/credito di una banca centrale nei confronti delle banche centrali nazionali (BCN) appartenenti all’Eurosistema; è una misura contabile aggregata dei flussi di liquidità da e verso l’estero a seguito di transazioni degli operatori finanziari nazionali. Il dato in sé ci sta quindi dicendo che 107 miliardi hanno lasciato il Paese, ma non chiarisce ovviamente per quali ragioni né le destinazioni finali di queste somme.

Al di là dei più svariati motivi, uno forse non viene pienamente considerato: la paura di una possibile nuova patrimoniale sugli investimenti che ha portato i possessori di strumenti finanziari verso Paesi dove si spera la possibilità di tassazione sulle ricchezze sia più bassa che in Italia.

Nei giorni scorsi non dobbiamo dimenticare le proposte avanzate in merito ad una Covid-Tax. Nell’ipotesi originaria, doveva trattarsi di un’imposta sul reddito, ma appare chiaro come, in un momento in cui i redditi caleranno per molti, e la ricchezza immobiliare sia poco “liquida”, sia più facile puntare sui risparmi.

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