Il commercialista agevola il ricorso al credito

L’accesso al credito per le Pmi lo agevola il commercialista. Questo grazie all’accordo di libera collaborazione elaborato dal Consiglio nazionale di categoria, d’intesa con l’Organismo agenti e mediatori, che potrà essere siglato con i principali istituti bancari nazionali, per «favorire l’assistenza degli iscritti a favore delle piccole e medie imprese italiane nei programmi di sviluppo aziendale e di finanziamento», come si legge nell’informativa diffusa lo scorso 5 dicembre dal Cndcec. Grazie all’accordo, il Consiglio nazionale consentirà alle piccole e medie imprese assistite dai commercialisti di avere a disposizione un canale di accesso qualificato alle risorse finanziarie dei partner bancari: «in virtù dell’accordo, gli istituti di credito potranno esaminare tramite un canale dedicato le richieste di servizi e prodotti bancari ricevuti dalle Pmi mediante l’ausilio degli iscritti e potranno applicare condizioni agevolate».

Il protocollo, quindi, pone il commercialista come intermediario e facilitatore del rapporto tra istituti di credito e piccole medie imprese (le banche sono di gran lunga la principale fonte di approvvigionamento creditizio per le aziende italiane, con percentuali che superano il 90%) e il suo ruolo sarà quello di agevolare i finanziamenti sia supportando il cliente, sia rendendo la vita più semplice agli istituti. Il professionista offrirà consulenza al cliente con particolare riferimento all’analisi della situazione finanziaria dell’impresa, in modo da permettergli una «corretta rappresentazione delle esigenze e dei bisogno del cliente stesso e l’assistenza professionale nella preparazione della documentazione di supporto contabile e finanziario della società, al fine di ottimizzare i tempi di risposta e la durata dei procedimenti». Di contro: «la banca si dichiara disponibile a esaminare tramite un canale dedicato le richieste di servizi e prodotti bancari dalle Pmi mediante l’ausilio degli iscritti e ad applicare condizioni agevolate rispetto a quelle abitualmente applicate sul mercato».

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