L’infinita storia della tampon tax

Fisco

Da tempo si discute se abbassare l’IVA sugli assorbenti

Quella degli assorbenti igienici come beni di prima necessità è un tema introdotto già da tempo, ma ogni tentativo di legiferare nel merito è sempre finito con un nulla di fatto. Fino alla bocciatura in grande stile arrivata alla Camera nello scorso mese di maggio, giustificata allora con l’assenza di coperture finanziarie.

L’applicazione di un’aliquota minore sugli assorbenti è oramai diffusa in molti paesi europei.

Proprio in queste ore, con uno storico voto del Bundestag, la Germania ha deciso di adeguarsi a un trend che negli ultimi anni ha visto la maggior parte dei paesi europei abbattere la tassazione sui prodotti mestruali. Sull’esempio di Spagna, Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda e Irlanda (che ha deciso di non applicare affatto sovrattasse ai prodotti) dal 1 gennaio 2020 anche le donne tedesche potranno acquistare assorbenti igienici con un’imposta del 4%.

Ieri l’ennesimo emendamento alla legge di bilancio sul tema era stato dichiarato inammissibile.

Oggi torna in discussione l’emendamento al decreto fiscale che prevede l’applicazione dell’aliquota Iva ridotta al 10% invece di quella al 22% sugli assorbenti. L’emendamento, a prima firma Laura Boldrini, punta a ridurre l’Iva su tutti i prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali e secondo le stime avrebbe un costo annuo di 97 milioni di euro. La riammissione non comporta automaticamente un via libera al testo visto che la proposta emendativa potrebbe a questo punto essere bocciata nel merito dalla commissione.

Che sia la volta buona?

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