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I vantaggi della Rottamazione Ter

Posted on Novembre 21, 2018 by admin

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La definizione agevolata dei ruoli nella sua terza versione, come prevista dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2019, contiene alcuni elementi distintivi che la differenziano notevolmente dalle precedenti versioni. In particolare, pur conservando la stessa struttura delle altre rottamazioni, la nuova edizione è più appetibile non solo per una più “comoda” rateizzazione, ma anche per i più convenienti interessi da versare sulle rate. Resta, comunque, valida l’accortezza già usata in passato: per chi intende aderire alla sanatoria, prima di inviare la richiesta, è bene valutare la convenienza (o meno) dell’adesione, tenendo conto che l’importo dovuto sarà comunicato dall’ente di riscossione.

La definizione agevolata dei ruoli, come disciplinata dall’art. 3 del D.L. n. 119/2018 - rottamazione ter - sembra molto più appetibile delle precedenti due versioni.
Infatti, pur essendo confermata nella sua struttura di base (si versano solo la quota capitale, gli interessi e gli aggi oltre alle spese per le procedure esecutive e alle spese di notifica della cartella di pagamento, mentre sono abbuonate le sanzioni e gli interessi di mora), ci sono alcuni importanti elementi di novità.
Per prima cosa, è molto più ampio l’ambito applicativo: si parte dai ruoli consegnati al concessionario della riscossione il 1° gennaio 2000 per arrivare a quelli consegnati entro il 31 dicembre 2017 (la precedente versione, infatti, si fermava al 30 settembre 2017).
Inoltre, e qui sta la vera novità della procedura, è possibile spalmare il dovuto in un massimo di 10 rate da versare a luglio e novembre di ciascun anno, a partire dal 2019 (per chi ha fruito della rottamazione 2017 o rottamazione bis ha potuto scegliere in un massimo di 5 rate tutte da versare tra il 2018 e il 2019, di cui l’ultima entro il 28 febbraio 2019).
Infine, il tasso di interesse per fruire della dilazione ora viene fissato nella misura del 2% annuo, calcolato a partire dal 1° agosto 2019 (in passato, invece, il tasso era pari al 4,5% annuo).

I vantaggi della Rottamazione Ter - Studio Giallo & Co

I vantaggi della Rottamazione Ter

La definizione agevolata dei ruoli nella sua terza versione, come prevista dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2019, contiene alcuni elementi distintivi che la differenziano notevolmente dalle precedenti versioni. In particolare, pur conservando la stessa struttura delle altre rottamazioni, la nuova edizione è più appetibile non solo per una più “comoda” rateizzazione, ma anche per i più convenienti interessi da versare sulle rate. Resta, comunque, valida l’accortezza già usata in passato: per chi intende aderire alla sanatoria, prima di inviare la richiesta, è bene valutare la convenienza (o meno) dell’adesione, tenendo conto che l’importo dovuto sarà comunicato dall’ente di riscossione.

La definizione agevolata dei ruoli, come disciplinata dall’art. 3 del D.L. n. 119/2018 – rottamazione ter – sembra molto più appetibile delle precedenti due versioni.
Infatti, pur essendo confermata nella sua struttura di base (si versano solo la quota capitale, gli interessi e gli aggi oltre alle spese per le procedure esecutive e alle spese di notifica della cartella di pagamento, mentre sono abbuonate le sanzioni e gli interessi di mora), ci sono alcuni importanti elementi di novità.
Per prima cosa, è molto più ampio l’ambito applicativo: si parte dai ruoli consegnati al concessionario della riscossione il 1° gennaio 2000 per arrivare a quelli consegnati entro il 31 dicembre 2017 (la precedente versione, infatti, si fermava al 30 settembre 2017).
Inoltre, e qui sta la vera novità della procedura, è possibile spalmare il dovuto in un massimo di 10 rate da versare a luglio e novembre di ciascun anno, a partire dal 2019 (per chi ha fruito della rottamazione 2017 o rottamazione bis ha potuto scegliere in un massimo di 5 rate tutte da versare tra il 2018 e il 2019, di cui l’ultima entro il 28 febbraio 2019).
Infine, il tasso di interesse per fruire della dilazione ora viene fissato nella misura del 2% annuo, calcolato a partire dal 1° agosto 2019 (in passato, invece, il tasso era pari al 4,5% annuo).

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