La pace fiscale si dimentica di chi è in difficoltà?

Fisco

La sanatoria varata dal governo Conte, sembra aver dimenticato quelli che potrebbero essere definiti «i contribuenti quasi regolari» o i «quasi fedeli».

Sono piccole-medie imprese, professionisti, lavoratori autonomi, che presentano regolarmente i dichiarativi e non per volontà, ma per via della crisi economica o la temporanea carenza di liquidità, si trovano ad accumulare debiti fiscali, rincorrendo quelli arretrati e non saldando, al contempo, quelli correnti.

Una situazione patologica quindi, un cane che si morde la coda, un vero e proprio gioco al massacro che vale un monte crediti per lo stato stimato tra i 30 e i 40 miliardi, tra cartelle e avvisi bonari rateizzati, strumenti con cui molti contribuenti in difficoltà tentano di autofinanziarsi non avendo facile accesso al credito bancario.

Eppure nel contratto per il governo del cambiamento si leggeva che «è opportuno instaurare una “pace fiscale” con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica». Chi presenta regolare dichiarazione, ma poi non riesce a fare i versamenti, dimostrando così la sua buona fede e l’esistenza di una difficoltà economica, dovrebbe essere al primo posto tra i beneficiati della sanatoria. Invece niente.

Il decreto legge fiscale ha dimenticato gli avvisi bonari, il primo atto di richiesta di pagamento da parte dell’Agenzia delle entrate, che ne emette oltre 20 milioni l’anno, e il ravvedimento operoso, del quale è possibile usufruire fino alla notifica di atti di liquidazione e accertamento, compresi proprio gli avvisi bonari, la cui emissione estremamente rapida, con sanzione al 10%, di fatto taglia la gittata temporale dell’utilizzo del ravvedimento stesso.

L’effetto negativo è doppio, oltre alla sanzione maggiorata infatti il contribuente perde anche la possibilità di stabilire in autonomia e secondo le proprie disponibilità economiche come e quando saldare i debiti fiscali.

Articolo precedente
Cedolare secca anche per aziende
Articolo successivo
Flat Tax e Fattura Elettronica

Post correlati

Menu