Voucher digitalizzazione

Si avvicina l’apertura dello sportello per la presentazione delle domande per richiedere i voucher digitalizzazione PMI. La procedura è completamente informatizzata e si articola in due fasi. La prima, che avrà inizio il 15 gennaio 2018, è di preparazione: sarà possibile procedere con la compilazione dell’istanza. La seconda fase, attiva dal 30 gennaio al 9 febbraio 2018, prevede la trasmissione delle domande compilate. L’accesso è riservato al rappresentante legale dell’impresa proponente o ad un altro soggetto interno alla sua organizzazione a cui sia delegato il potere di rappresentanza per la presentazione della domanda di agevolazione. Come si compila la domanda? Quali documenti bisogna allegare?

Per le PMI che intendono richiedere il voucher digitalizzazione è tempo di prepararsi per la presentazione della domanda.
Dal 15 gennaio 2018, infatti, sarà possibile iniziare la compilazione della domanda, mentre il loro invio potrà essere effettuato dal 30 gennaio al 9 febbraio 2018.
La procedura è completamente informatizzata ed è accessibile dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it).
Ogni PMI potrà presentare una sola domanda, in cui dovrà essere indicata l’ubicazione dell’unità produttiva nell’ambito della quale verrà realizzato il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico.
Il voucher potrà essere richiesto da micro, piccole e medie imprese, iscritte nel Registro delle Imprese, costituite in qualsiasi forma giuridica ed operanti in tutti i settori di attività economica ad eccezione di quelli esclusi dall’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1407/2013 (quali il settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e acquacoltura).
Come chiarito dal Ministero nelle FAQ pubblicate sul proprio sito:
– anche gli studi professionali e i liberi professionisti potranno accedere alle agevolazioni, qualora svolgano la propria attività in forma di impresa e siano iscritti, alla data di presentazione della domanda, al Registro delle imprese;
– non rientrano tra i soggetti ammissibili alle agevolazioni i soggetti registrati unicamente presso il Repertorio Economico Amministrativo (REA) delle Camere di Commercio (ad esempio gli enti pubblici non economici, le associazioni riconosciute e non, le fondazioni, i comitati, gli organismi religiosi).
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