Il Fisco vedrà nei nostri conti correnti

Economia, Fisco

bigbrother11

Entro fine mese, secondo quanto previsto da una circolare di gennaio dell’Agenzia delle Entrate, le banche, Poste Italiane e tutti gli altri operatori finanziari dovranno consegnare all’Anagrafe tributaria (il cui nome è Sid, Sistema interscambio dati) tutti i movimenti in entrata e in uscita nonché le giacenze medie dei conti correnti.

Verrà dunque creato un enorme database che conterrà tutti i nostri movimenti bancari e i saldi mensili e annuali. Attraverso questo meccanismo, l’Agenzia delle Entrate ricaverà tutti i dati necessari a capire chi decide di fare il furbo evadendo le tasse.

Da sottolineare che secondo gli ultimi risultati pubblicati dal Centro Studi di Confindustria, ripresi anche dal Country Report della Commissione Europea, l’evasione fiscale italiana, nel 2015 è stata pari a circa 122,2 miliardi di euro, una cifra che equivale al 7,5% del PIL. Cercare di contrastarla è dunque un obbligo improrogabile e, in base ai dati ufficiali, qualche progresso cominciamo a farlo. Sempre nel 2015 infatti lo Stato italiano è riuscito a recuperare circa 14,9 miliardi di euro, un vero e proprio record storico che, con i nuovi meccanismi, il Governo spera di superare destinando i soldi recuperati alle riforme, al taglio del deficit, al piano-taglia tasse previsto per il 2017 e soprattutto al disinnesco delle clausole di salvaguardia, delle vere e proprie bombe pronte ad esplodere sulla testa dei cittadini.

Ma torniamo a noi, il database in mano all’agenzia delle Entrate conterrà circa un miliardo di rapporti avvenuti nel 2015: conti correnti, carte di credito, codice fiscale, IBAN, prodotti finanziari, assicurazioni, titoli. Praticamente ogni movimento che i contribuenti hanno effettuato nel corso dell’anno passato.

Ma c’è di più perché grazie a tutte queste informazioni il Fisco sarà in grado di controllare quale era il nostro saldo a inizio anno, a quanto ammontava a fine anno, quali erano le nostre giacenze medie. Così facendo riuscirà a capire se c’è qualcosa che non quadra.

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