Incentivi alla previdenza complementare con il TFR modulabile nei fondi

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I contratti di lavoro collettivi diventano una potente leva per incentivare la previdenza complementare, poiché potranno stabilire una quota minima invece del 100%. La novità è contenuta in un emendamento alla legge concorrenza approvato in commissione Industria al Senato il 08.03.2016.

La novità è la possibilità rimessa direttamente alla contrattazione collettiva di determinare la quota minima di Tfr da destinare alla previdenza complementare. L’obiettivo è agevolare le adesioni anche nelle aziende con meno di 50 dipendenti, per le quali si continua a riscontrare un tasso di penetrazione basso, anche in ragione delle difficoltà connesse alla perdita di tale forma di liquidità.

La modifica approvata ieri specifica poi che, in assenza di indicazioni da parte della contrattazione collettiva circa la quota destinata alla previdenza complementare, il conferimento continua a corrispondere al 100% del Tfr annualmente maturato.

In sostanza, la norma ha l’obiettivo di ampliare i margini di flessibilità di cui sono dotate le parti che firmano contratti e accordi collettivi, anche aziendali in modo da rispondere in maniera più consona alle esigenze dei soggetti interessati.

Sempre il 08.03.2016, in commissione Industria, sono stati deliberati altri due emendamenti relativi al settore della previdenza complementare. Il primo rende più flessibili i termini per il riscatto totale della posizione individuale maturata presso un fondo pensione in alcuni casi di invalidità permanente o per inoccupazione superiore a 48 mesi. Il secondo prevede, invece, che nell’ambito del processo di riforma delle forme pensionistiche complementari il tavolo di lavoro dovrà prevedere anche «l’individuazione di forme di informazione mirata all’accrescimento dell’educazione finanziaria e previdenziale».

Tra le altre materie discusse, da segnalare il raddoppio del limite massimo delle multe da addebitare alle compagnie di telecomunicazioni che non rispettano le norme sulla tutela dei consumatori e la possibilità di effettuare anche tramite credito telefonico le donazioni destinate a onlus e fondazioni che operano nei settori dell’assistenza sociale e socio-sanitaria.

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