Tra gli obiettivi 2016 dell’AdE spicca la fatturazione elettronica: diventerà prassi anche tra i privati?

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Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nel corso della conferenza stampa con il Ministro dell’Economia Padoan occorso pochi giorni fa ha illustrato i risultati dell’attività dell’Agenzia nel 2015, e quali saranno le strategie e gli obiettivi per il 2016. Tra questi figurano dichiarazione precompilata e fatturazione elettronica.

Fra le novità del 2016, la Orlandi ha parlato anche di un “fisco più social”. Si mira a realizzare servizi sempre più innovativi per cittadini ed imprese: si va dalla pagina Facebook per promuovere dialoghi interrativi, ai nuovi video sul canale YouTube, all’esordio su Twitter per rispondere ai quesiti dei contribuenti. Aumenteranno, quindi, le possibilità di dialogo “a distanza” con il Fisco, legate ad una molteplicità di servizi offerti: a partire dal canale CIVIS e dalla app dell’Agenzia delle Entrate che è possibile scaricare su smartphone e tablet per accedere alle informazioni contenute nel cassetto fiscale. L’obiettivo principale rimane, però, la gestione della fatturazione elettronica. In questo senso, entro il mese di luglio, l’Agenzia metterà gratuitamente a disposizione dei privati un software che permetterà di creare, trasmettere e conservare tutte le fatture elettroniche.

 Già da inizio 2015 l’Agenzia delle Entrate sta studiando la predisposizione di un servizio gratuito di generazione e conservazione delle fatture elettroniche, che metterà ora finalmente a disposizione dal 1° luglio 2016. In linea con le indicazioni comunitarie, infatti, la trasmissione di tutte le fatture, emesse e ricevute, non sarà obbligatoria, ma avverrà sulla base di un’opzione da parte del contribuente che avrà una durata quinquennale.

L’Orlandi ha inoltre ricordato come il sistema FatturaPa abbia coinvolto 23.000 amministrazioni e 600 mila fornitori. Sul fronte della mediazione tributaria, il numero dei procedimenti di mediazione conclusi positivamente è in aumento rispetto a quello del 2014. I giudizi tributari in primo grado sono scesi del 3% circa rispetto al 2014.

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